52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 28 (Cesena)
 
TORRENTE USO, CONCA DIMENTICATA
TORRENTE USO, CONCA DIMENTICATA
CARTA ESCURSIONISTICA CONSIGLIATA:
SENTIERI DELLE FARFALLE 1:25000 COMUNE DI SOGLIANO

Distanza: 4,5 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da giugno a settembre
Partenza e arrivo: Ponte Rosso

Territorio solcato da torrenti sottili e aguzzi che incidono terra, sabbia e roccia. Paesaggio a tratti simile alla montagna ma che in realtà trova dimora nella bassa collina al confine tra il comune di Sogliano e la provincia di Pesaro-Urbino, terra dei Montefeltro.
Folti e intricati boschi nascondono grandi macigni, cavità, pareti di roccia e coprono un terreno sgarbato con ripide conche. Da segnalare l’aspetto naturalistico con vegetazione e fauna di grande interesse specie se si considera il fatto che il territorio di Ponte Uso è stretto in un’area antropizzata e dedita all’agricoltura. A pochi chilometri dai centri abitati, infatti, ci troveremo immersi nel verde, tra i nascondigli preferiti degli animali. Il Ponte Romano e Montetiffi, con la basilica e il museo, aggiungono all’itinerario valore storico e sono il luogo ideale per fermarsi a fare una pausa ristoratrice.
Il trekking oggetto dell’itinerario è lungo circa 4,5 km, copre un dislivello di 245 metri in salita e percorre in gran parte stretti sentieri. Nei periodi di piogge è sconsigliato percorrere questo itinerario, reso scivoloso dall’acqua.


DA NON PERDERE
Valle Rio Camara
Ponte Romanico
Molino Tornani
Montetiffi
Chiesa Pietra Uso
PERCORSO
PERCORSO
Tratto del Sentiero delle Farfalle
La passeggiata parte dalla località Ponte Rosso, posta sulla strada che collega Ponte Uso a Montetiffi nel Comune di Sogliano. Si può lasciare l’automobile in un parcheggio di fronte ad un ristorante, dove si incontrano le tabelle che indicano direzione e percorrenza dei Sentieri delle Farfalle, rete escursionistica che solca il territorio con tracce per trekking e mountain bike. Presa la strada sterrata che scende al Torrente Uso, dopo poche decine di metri si deve guadare il fiume sfruttando un passaggio di sassi. Si entra nel fitto della boscaglia che accompagnerà i visitatori lungo il sentiero numero 3b. La vegetazione è composta da salici, frassini, ontani, querce e nel sottobosco crescono piccole orchidee selvatiche. All’interno di quest’area boschiva vivono caprioli e cinghiali, ma anche volpi, lepri, tassi e istrici. Il sentiero è stretto e sale lungo l’argine del fiume all’ombra di una fitta vegetazione.
Dopo poco, occorre fare un secondo guado prestando attenzione ai sassi umidi che possono risultare scivolosi. Costeggiando il torrente, una deviazione di pochi metri sulla sinistra consente di raggiungere due grandi massi e una ripida frazione rocciosa che forma un arco sotto al quale scorre il fiume. Il corso d’acqua sembra uscire da una caverna direttamente dal sottosuolo.
Ripresa la traccia principale, si continua a camminare seguendo il segnale bianco e rosso in un saliscendi continuo. L’area è di solito poco frequentata ed è incredibilmente silenziosa.
Dopo aver affrontato un tratto di ripida salita lungo circa 50 metri, sulla destra in uno squarcio tra la vegetazione, si può godere di una bella veduta della pendice rocciosa su cui sorge Montetiffi.

Veduta aerea di Montetiffi
Giunti ad un cancello di filo spinato lo si attraversa e si continua costeggiando un campo coltivato. Il paesaggio cambia. Fossi e confini mostrano l’altra faccia, quella agricola, di questo territorio. Di fronte si apre una bella veduta sulle ripide coste dell’abitato di Perticara e delle colline marchigiane. Imboccato un piccolo sentiero sulla destra, comincia una discesa che porta in poche centinaia di metri nella valle del Rio Camara. Le acque del torrente, che scorrono veloci nei mesi di piena, in questo tratto, dal fondo sabbioso e pietroso, hanno modellato la roccia creando una riva dalle forme bizzarre: esistono anche alcune Marmitte dei Giganti, fori scavati dalla corrente che nei periodi di magra formano piccole ma profonde pozze d’acqua. Oltrepassato il letto del torrente e affrontata una breve salita, ci si trova di fronte al Ponte Romanico di Montetiffi. Il ponte, ad arco a tutto sesto, era l’unico collegamento di quest’area tra la Romagna e il Montefeltro. A lungo è stato usato da contrabbandieri come passaggio nascosto all’interno della macchia per trasportare sigarette. Questo passaggio è stato recentemente ristrutturato.
In basso, sulla destra, si trova il rudere del vecchio mulino ad acqua Tornani. L’impianto ha smesso di funzionare negli anni ’50 ed al suo interno è ancora possibile osservare le macine e le canalette dove scorreva l’acqua. Oltrepassato il ponte, si tiene la destra e si comincia la salita verso Montetiffi. Il percorso in questo tratto è impegnativo anche se di notevole bellezza. Si sale su una rupe di sasso esposta a sud e coperta da vegetazione mediterranea. Passati alcuni ulivi e melograni, si raggiunge il borgo di Montetiffi. Giunti al paese, si svolta a sinistra per raggiungere la sommità e la bella chiesa. L’Abbazia Benedettina è stata edificata dai Montetiffi verso la metà del secolo XI in onore dei santi Martino e Bartolomeo e donata ai monaci di San Benedetto. I muri, di notevole spessore, sono in pietra concia. L’interno è ricco di opere d’arte: si possono osservare in una nicchia e nella sacrestia del presbiterio importanti affreschi di scuola trecentesca, in un’altra nicchia è conservato l’antico stipite dell’altare, risalente al 1120. Presso la canonica della chiesa si trova il Museo Veneziani Reali, dedicato al sacerdote cappuccino nato a Montetiffi nel 1931. Il religioso fu importante poeta, pittore e scultore. Il piccolo museo merita un’attenta visita. Si scende per la strada asfaltata proseguendo in direzione di Pietra Uso. Percorse poche decine di metri s’ignora la strada principale e si prende una carraia in leggera salita, indicata dalla segnaletica.
La strada raggiunge un piccolo accumulo di alberi e prosegue sulla destra costeggiando campi coltivati. Raggiunto un bosco, la traccia sterrata scende fino a sfociare sulla strada asfaltata. Si procede in discesa. Qualche ampia curva in mezzo alla fitta macchia porta nella vallata del torrente Uso dominata dalla bella Chiesa di Pietra Uso. L’immagine della pieve incastonata nella roccia si apre tra i fitti rami.
La Chiesa della Natività di Maria, raggiungibile da Ponte Rosso con una strada asfaltata, è di origine medioevale.
Il bel campanile domina la valle e sembra sorgere direttamente dalla roccia sottostante. Popolata fino agli anni ’60, la chiesa parrocchiale è ora praticamente inutilizzata. Si prosegue e in pochi minuti si raggiunge il punto di partenza di questo itinerario.
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APPROFONDIMENTI

SENTIERI DELLE FARFALLE
L'idea di creare una rete di sentieri che permette di scoprire il territorio di Sogliano, al confine tra la Romagna e le colline marchigiane del Montefeltro, scaturisce dalla mente di alcuni appassionati di trekking soglianesi nel 2003. Nel settembre 2005 si inaugura l’intera rete escursionistica che si estende per circa 30 km. In tutto comprende 7 sentieri in linea, 4 possibilità di varianti e 4 anelli consigliati di circa 3 ore ciascuno, destinati al trekking. Gli itinerari degli anelli sono: 1) Sogliano - Passo Meloni - Sorgenti Rubicone - Strigara Castello; 2) la Compagnia - Faggeto - Monte Meleto - Vernano; 3) Sogliano - Ponte Uso - Curto; 4) Ponte Rosso - Ponte Romano - Montetiffi. Il 30% degli itinerari segnalati è percorso su strade asfaltate, il resto si ripartisce tra vecchie strade vicinali e interpoderali e alcuni tratti di sentiero.
Sentieri e percorsi sono stati pensati per una grande varietà di fruitori: sono tutti praticabili a piedi, ma esistono anche possibilità che rendono parte della rete escursionistica percorribile a cavallo e in mountain bike. Il territorio in oggetto è delimitato a nord dal fiume Rubicone, a sud-est dallo spartiacque del torrente Uso e ad ovest da quello del fiume Savio ed offre porzioni di grande pregio naturalistico ma non solo. L’aspetto storico-culturale rappresenta un altro fattore di grande interesse. La rete escursionistica tocca, oltre a Sogliano, Montetiffi e il suo Santuario, la Chiesa di Pietra Uso, Montegelli, Montepetra, Ginestreto. Itinerari e varianti hanno trovato posto all’interno di una specifica carta, Sentieri delle Farfalle (1:25000), edita dall’Istituto Geografico Adriatico, che può essere acquistata all'Ufficio Turistico di Sogliano al costo di 3€. Esiste la possibilità di effettuare visite guidate.
Per info: Federico Maggioli, Guida Ambientale
Escursionistica, della Provincia di Forlì-Cesena, tel.
0541.948536. Comune di Sogliano: tel. 0541.948610.

I TEGLIAI DI MONTETIFFI
I TEGLIAI DI MONTETIFFI
"Fosse andato pur là dove è maestra / gente in far teglie, sotto cui bel bello / scoppietti il pungitopo e la ginestra".
Giovanni Pascoli

Intorno a Montetiffi, nella Valle dell’Uso, le terre ricche di argille rosse e blu e sassi di calcite offrono le materie per creare testi d’argilla ottimi per cucinare sul fuoco. Gli abitanti di questi luoghi hanno saputo lavorare sapientemente l’argilla, tanto da farne la principale fonte di sostentamento. L’arte di far teglie è antichissima, ma il primo documento storico a farne menzione è un atto protezionistico del 1527 firmato da Sigismondo Malatesta, che proibiva di importare nella colonia di Ariminum (Rimini) vasi de terra forestieri facti fora del dominio, eccezione fatta per i manufatti conducti da Montetiffi.
Le teglie venivano esportate in tutto il Montefeltro fino a Pesaro, Forlì e Ravenna. Alla fine del XX secolo, questo mestiere artigianale venne progressivamente abbandonato, fino a rischiare di perdersi, poiché legato a tradizioni orali che venivano tramandate di padre in figlio. La tradizione e l’arte di far teglie sarebbero andate perdute se Rosella Reali e Maurizio Camilleti nel 1998 non avessero deciso di imparare questa antica usanza, che richiede sforzo e attenzione e soprattutto il saper aspettare.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.sogliano.fc.it
www.tesoridisogliano.com

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
Emilia Romagna - Terra con l'anima
 
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