52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 35 (Forlì)
   
TRACCE DI UNA STORIA DEL PRIMO NOVECENTO
TRACCE DI UNA STORIA DEL PRIMO NOVECENTO
Distanza: 52 km
Durata: una giornata
Periodo consigliato: da settembre a dicembre
Partenza e arrivo: Forlì

Le città di Forlì, Castrocaro e Predappio hanno subito, più di altre in Romagna, l’influenza nella loro progettazione e costruzione del Ventennio. Case monumentali, linee pulite e dritte, facciate imponenti, utilizzo di marmo e ceramiche, sono tutte caratteristiche che si ritrovano in edifici e quartieri polverizzati nella Provincia. Questo percorso segue alcune delle tracce più importanti partendo dalla stazione di Forlì, passando per lo stabilimento termale di Castrocaro fino a giungere nella città “progettata” di Predappio, città natale di Benito Mussolini. Al di là delle ideologie, i tratti di questo stile architettonico da alcuni definito “littorio”, fanno parte di una storia, seppur non troppo felice, dell’Italia e della Romagna. Attraverso questa chiave di lettura si percorrono vallate e territori di grande pregio naturalistico come la strada che dall’abitato di Pieve Salutare porta fino a Predappio Alta o quella del crinale che scende da Rocca delle Caminate fino alla periferia di Forlì. L’itinerario misura poco più di 50 km. Si consiglia di effettuare numerose soste per meglio osservare palazzi, quartieri, strade e paesaggi.

DA NON PERDERE
Viale della Stazione di Forlì
Stabilimento termale di
Castrocaro
Passo dei Bacanelli
Predappio Museo all’aperto
Rocca delle Caminate
Strada panoramica
Caminate Forlì
PERCORSO
PERCORSO
Viale della Stazione e piazzale della Vittoria
L’itinerario parte dalla Stazione Ferroviaria della città di Forlì1 costruita tra il 1924 e 1925. Si consiglia di percorrere a piedi il primo tratto del percorso. Il viale della Libertà, seguito da file di lecci ben conservati, è delimitato da diversi edifici
costruiti in stile razionalista, tipico del primo ventennio del ‘900: case per gli impiegati, per i postelegrafonici, per i ferrovieri. Tra questi edifici spicca la sagoma bianca e monumentale dell’Istituto Tecnico Industriale “Guglielmo Marconi” e quella rossastra del palazzo ex Collegio della Gioventù Italiana Littoria ora sede della Polisportiva Edera e di impianti sportivi e ricreativi, il palazzo è sede anche della storica sala cinematografica Odeon. Continuando a percorrere il viale, senza perdere di osservare le caratteristiche peculiari di ogni edificio, si arriva a Piazzale della Vittoria: al centro il monumento ai caduti terminato nel 1932 su progetto di Cesare Bazzani; sulla destra, proprio all’imbocco di corso della Repubblica, due costruzioni, in chiaro stile razionalista, annunciano il viale principale del centro città. Da notare sulla sinistra una statua in marmo raffigurante Icaro posta di fronte all’edificio dell’Ex Collegio Aeronautico, concluso nel 1941 e oggi sede scolastica del Liceo “G.B. Morgagni” di Forlì.

Padiglione delle Terme di Castrocaro
Da piazzale della Vittoria, si percorre il Viale Matteotti e si prosegue sulla circonvallazione di Forlì seguendo la direzione Faenza. Giunti a Porta Schiavonia, si svolta a destra sulla via Emilia e poi subito a sinistra seguendo le indicazioni per Castrocaro Terme. Dopo aver attraversato Terra del Sole, si entra nella cittadina termale seguendo via G. Marconi che poi diviene via Roma. Sulla destra sfila il Municipio, dalle chiare forme razionaliste e dopo poche centinaia di metri si giunge allo stabilimento termale, posto sulla sinistra all’interno di un grande parco.
Tre le costruzioni da non perdere: il Padiglione delle Feste, oggi padiglione dei congressi, costruito nel 1937 proprio all’interno del giardino termale ed inaugurato nel settembre del 1938 alla presenza del Principe Umberto di Savoia; il Grand Hotel della cittadina, costruito nel 1939 in chiaro stile razionalista, oggi monumento di quella storia della prima metà del Novecento; lo stabilimento per le cure termali, inaugurato nel 1938, al cui interno si trovano giochi di marmi e ceramiche con il ripetersi del simbolo del delfino e della cornucopia, voluti e realizzati da Tito Chini, direttore artistico delle fornaci Chini di Borgo Sal Lorenzo.

Palazzo Varano, sede del comune di Predappio
Il tutto è circondato da un bel parco ricco di alberi e da una piscina pubblica all’aperto.
Dopo la visita, si lascia Castrocaro e si prosegue in direzione Dovadola seguendo la vecchia S.S. 67. Dopo circa un paio di chilometri, in località Pieve Salutare, si svolta a sinistra in una stretta strada secondaria.
Si prosegue salendo fino ad entrare in una stretta valle passando per l’abitato di Colmano. Incontrata una deviazione a sinistra per Montemaggiore, si prosegue diritto. La strada sale decisa fino a raggiungere il passo chiamato dei Bacanelli. Al bivio si svolta a sinistra in direzione Predappio. La prima Predappio che si incontra è “l’Alta”: la parte più antica sorta su Castrum Petrae Appi. Predappio Alta, fortificata nel suo castello risalente al 1400, merita una sosta. Seppur le sue origini siano ben più antiche del ’900, si fanno risalire intorno al 1288. Da non perdere la Ca’ de Sanzves, enoteca e museo vitivinicolo, dove è possibile assaggiare uno dei migliori Sangiovesi di Romagna. Il settecentesco Santuario della Madonna è posto sulla piccola piazza del paese. Continuando in direzione Predappio, poco dopo aver terminato la discesa, si incontrano i resti di quella che un tempo fu una delle più importanti fabbriche per la costruzione di velivoli militari. Sulla sinistra rimangono i resti mal conservati dell’edificio amministrativo, mentre sulla destra si intravedono i portoni d’ingresso dello stabilimento della Caproni costruito in grandi gallerie all’interno della montagna.
Mussolini nacque e visse in questi luoghi e fece progettare anche la costruzione nella valle di un aeroporto con funzioni militari, progetto che però non fu mai realizzato. Pochi chilometri e si arriva a Predappio.

Castello di Rocca delle Caminate
Sulla grande piazza sorge l’imponente Chiesa di S.Antonio e a sinistra l’ex Casa del Fascio e dell’Ospitalità. Sede degli uffici del partito, la costruzione, realizzata tra 1934 e 1937 all’angolo tra via Zoli e via Matteotti, doveva essere il centro della vita politica e sociale dell’epoca. La città di Predappio è stata voluta dal Duce come simbolo del Ventennio e nella stessa si ritrovano tutti i tratti caratteristici dell’architettura razionalista tipica di quell’epoca. L’ossatura razionale delle strade e degli edifici conferma la scelta di Predappio come un modello da seguire per organizzare e costruire le altre città italiane.
Tra gli edifici da segnalare: Palazzo Varano, sede comunale, completamente ricostruito secondo i canoni dell’architettura littoriana, intorno al 1927; l’oratorio Santa Rosa, posto su via Roma, in cui è conservato il dipinto della Madonna del Fascio; il Mercato del bestiame e mattatoio, complesso edilizio costruito in piazzale Isonzo tra il 1927 e il 1929; l’Ex Mercato dei viveri, posto in Piazza Garibaldi; Casa Becker e l’attuale Caserma dei Carabinieri; l’Ex G.I.L., imponente costruzione posta in via IV Novembre destinata a quella che all’epoca veniva definita l’educazione fisica e mentale dei ragazzi dagli otto ai diciotto anni.
A Varano dei Costa, oggi praticamente inglobata nel centro città, sorge la casa natale di Benito Mussolini, un modesto edificio in pietra, oggi trasformata in museo e sede di mostre ed esposizioni storiche. Da Predappio si imbocca la strada per Meldola e in poco più di 4 km di salita si giunge a Rocca delle Caminate. Residenza estiva della famiglia Mussolini, il castello edificato nel 1927 sulle macerie di antichi fortilizi, sorge all’interno di un bel parco delimitato da un alto muro di cinta.
Da qui si poteva dominare con lo sguardo parte della Romagna dagli Appennini fino alla costa. Sulla Torre della Rondinaia, alta più di 20 metri, era posizionato un potentissimo faro tricolore, visibile anche dal mare Adriatico. L’accesso al parco ed alla rocca non è possibile, se non in occasione di feste o ricorrenze o su apposita richiesta.
Si comincia la discesa in direzione di Forlì.
Evitando la deviazione per Meldola si prosegue lungo la bella strada di crinale costellata da continui saliscedendi e caratterizzata da un paesaggio tipico del territorio romagnolo: campi coltivati, calanchi, colline boschive, piccoli laghi artificiali, case di campagna.
Raggiunta la valle, dopo aver percorso 9 km, si giunge all’abitato di Grisignano.
Si imbocca via Monda in direzione Meldola e poi, giunti sulla S.S. Bidentina, si svolta a sinistra in direzione Forlì.
Dopo circa 2 km, si svolta a sinistra in via Crocetta.
Percorrendo la stretta strada di campagna caratterizzata dalla presenza di belle case, sulla sinistra si trova Villa Mussolini detta anche Villa Nedda, residenza storica della famiglia Mussolini.
Attualmente nella depandance della casa e nel giardino è stato allestito un museo dedicato a Benito Mussolini. Da qui si continua su via Crocetta e poi su via Monda fino a raggiungere l’abitato di San Martino in Strada nell’immediata periferia di Forlì.
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APPROFONDIMENTI

ROCCA DELLE CAMINATE
La Rocca delle Caminate poggia in cima ad un colle affacciato sulla Valle del Bidente, nei pressi di Predappio. Si ritiene sia stata edificata sulle spoglie di un turrito fortilizio romano, intorno all’anno Mille con la tipica pietra locale, lo spungone. La rocca deve il suo nome a Guido delle Caminate, che visse al castello nel 900. Dal 997 al 1469, fu feudo dei Belmonte di Rimini, che alla pianta quadrata del castello, coronata da merlatura guelfa, fecero aggiungere due torrioni in laterizio (XV secolo). Nel 1469 venne conquistata da Piero Ordelaffi, che distrusse il castello, lasciando intatto solo il mastio. La rocca venne ricostruita e passò alla Repubblica Veneta e, in seguito, sotto diverse famiglie nobiliari, finché a seguito del terremoto del 1870 crollò quasi completamente. La Federazione Provinciale Fascista di Forlì ne decise l’acquisto e nel 1927 la Rocca venne ricostruita, secondo un gusto neomedievale. La Rocca delle Caminate divenne residenza estiva di Benito Mussolini, teatro di incontri di storica rilevanza. Oggi è di proprietà dell'Am-ministrazione Provinciale di Forlì, che consente attualmente solo visite esterne a causa dei restauri.
Per informazioni riferirsi al Municipio di Meldola:
Tel. 0543.499411.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.forli.fo.it
www.comune.castrocarotermeeterradelsole.fc.it
www.termedicastrocaro.it
www.comune.predappio.fo.it

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
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