52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 48 (Cesena)
 
CESENA, CITTÀ DEI MALATESTA
CESENA, CITTÀ DEI MALATESTA
Distanza: 2,3 km
Durata: una giornata
Periodo consigliato: da settembre a dicembre
Partenza e arrivo: Biblioteca Malatestiana - Colle Spaziano

Cesena è oggi dinamico centro, capitale europea nel comparto della lavorazione e trasformazione del prodotto ortofrutticolo, popolata da gente concreta, operosa, che ha da pochi anni coronato un’antica aspirazione: quella di divenire, sia pure in coabitazione con Forlì, capoluogo di una delle tre province romagnole. Ha così avuto modo di riaffermarsi quella supremazia in ambito locale che fu propria di Cesena già in passato, nel corso della sua lunga storia. Alludiamo in particolare al periodo, di quasi un secolo, grossomodo individuabile fra la metà del 1300 e la metà del 1400, in cui a reggere le sorti cittadine fu la casata dei Malatesta. In quell’Italia dei Signori che tanto lasciò alla posterità in termini di patrimonio culturale grazie alla lungimiranza di quei reggitori della cosa pubblica, anche Cesena conobbe il proprio periodo d’oro, caratterizzato da realizzazioni talora di sorprendente originalità. Quello che proponiamo è un percorso sulle tracce dei Malatesta: di quanto hanno lasciato e del punto di riferimento che, bene o male, hanno rappresentato, anche dopo la fine della loro avventura.

DA NON PERDERE
Biblioteca Malatestiana
Via Zeffirino Re
Rocca Malatestiana
Teatro Bonci
Abbazia di S. Maria del Monte
PERCORSO
PERCORSO
Rocca Malatestiana a Cesena
Cesena è strutturata attorno ad un centro storico piuttosto raccolto: a sovrastarlo due alture, peraltro agevolmente raggiungibili dal centro stesso. Con questa proposta invitiamo a visitarle entrambe. Quello che segue è un itinerario da percorrere tutto, o per la gran parte almeno, a piedi, avendo così modo di assaporare a pieno i ritmi del vivere in questo centro che è sempre stato e rimane decisamente a misura d’uomo. Cominciando dalla Biblioteca Malatestiana, realizzata a metà del Quattrocento per volere del Signore di allora Malatesta Novello: bibliofilo volle lasciare alla comunità un patrimonio tangibile di conoscenza, fatto di centinaia di codici manoscritti, tanto ragguardevole da essere stato recentemente inserito dall’UNESCO nel registro “Memoria del Mondo”, una lista di beni documentari unici, reputati di sicuro rilievo per la storia dell’umanità.
Edificata sull’area di un ex convento, quello di San Francesco, la biblioteca si caratterizza per la propria pianta a basilica, strutturata su tre navate, suddivise da due file di dieci colonne ciascuna: nelle navate laterali si possono ammirare gli alti banchi in legno massiccio destinati alla consultazione delle opere, in un ambiente di grande suggestione.

Biblioteca Malatestiana a Cesena
Lasciata la biblioteca si para davanti Piazza Almerici, che attraversiamo, dirigendoci verso via Zeffirino Re: percorriamo questa strada, senz’altro una delle più antiche della città, caratterizzata dal tipico acciottolato della sede stradale e da portici su due lati, dove hanno sede numerosi esercizi commerciali, per arrivare, quasi all’improvviso, in una grande piazza: Piazza del Popolo. Al centro di questa si erge uno dei simboli di Cesena, la fontana detta del Masini, dal nome del suo progettista (fu realizzata in realtà fra il 1586 ed il 1590 da Domenico da Montevecchio): il materiale impiegato nella costruzione è la pietra d’Istria, riccamente decorata con fregi, volute e stemmi di vescovi e cardinali, su cui spicca, sul lato nord, quello di Papa Sisto V, uno dei tre papi che Cesena diede alla chiesa romana. A far da quinta alla fontana il Palazzo Comunale, edificato per volontà del cardinale legato pontificio Albornoz a metà del ’300, che durante l’età malatestiana fu sede della corte e che solo da metà del ’700 ospita gli organi di rappresentanza della comunità, dopo essere stato ampliato ed avere assunto l’aspetto neoclassico che ancor oggi lo caratterizza.
Vicino al palazzo è un alto arco che oltrepassiamo, prendendo a salire lungo un percorso a gradoni sino alla sommità del Colle Garampo, ove si erge la Rocca Malatestiana, possente struttura difensiva che domina Cesena e la pianura circostante. Portata a termine nel 1480, dopo quasi un secolo di lavori, si presenta con pianta pentagonale con cinque torrioni angolari.
Vi si accede varcando un muro spesso ben 12 metri, sbucando nella corte, su cui si ergono due torrioni centrali: il mastio, alto e a pianta quadrata, ed il palatium, più tozzo ed a pianta rettangolare. Quest’ultimo ospita il Museo dell’Agricoltura, ricca raccolta di attrezzi agricoli e di elementi di vita contadina, ordinati per argomento e cicli produttivi (vino, canapa, grano, ecc.). Il verde del Parco della Rocca circonda il sentiero mentre si scende nuovamente in centro, per terminare la visita al centro storico.
Da Piazza del Popolo torniamo in via Zefferino Re, per svoltare a destra in via Fantaguzzi e percorrerla sino a corso Mazzini.
Si prosegue sul corso, che dopo alcune centinaia di metri prende il nome di corso Garibaldi, fino ad incontrare il glorioso Teatro Bonci dove si sono esibite in passato tutte le celebrità del bel canto, su un palcoscenico che era invariabilmente duro banco di prova in ragione del palato fine dei cesenati. Ora possiamo proseguire fino a Piazza Guidazzi e imboccare Via Verdi, sulla destra. Alla fine di questa strada troviamo, sulla sinistra, via Scalette che ci porta verso il punto di riferimento spirituale di Cesena: l’Abbazia di S. Maria del Monte collocata sul Colle Spaziano.
In alternativa, per raggiungere il colle dal Teatro Bonci è possibile percorrere a ritroso Corso Garibaldi fino a tornare su Piazza Almerici e, di qui, prendere l’automobile e giungere sul Colle Spaziano. Qui i monaci benedettini erano attivi già intorno all’anno mille, anche se il complesso che possiamo oggi ammirare si caratterizza per la propria struttura rinascimentale. I suggestivi ambienti del monastero sono oggi occupati da un laboratorio per il restauro dei libri antichi e da una singolare collezione di tavolette votive, i cosiddetti ex voto, commissionati per grazie ricevute, dal XV secolo ai giorni nostri.
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APPROFONDIMENTI

LA PIADINA
LA PIADINA
Se è vero che in Italia e nel mondo è assurta a simbolo indiscusso del mangiare romagnolo, è tuttavia a Cesena che, per lunga tradizione, si assapora la miglior piada (o piadina, o piè, poco importa) di Romagna. A testimonianza di questa supremazia la densità dei chioschi che offrono questo cibo da strada, che può essere consumato in piena libertà, anche lontano da tavola. Un impasto di acqua, farina e materia grassa - siamo volutamente generici perché, come si conviene ad un grande prodotto di matrice popolare, è impossibile codificarne strettamente la preparazione - viene steso in guisa di disco e cotto sul testo, una base di pietra refrattaria ardente. È buona così, da sola, a far da companatico, ma anche e soprattutto farcita con gli ottimi salumi di qui, magari quelli meno noti, come il musotto, altrimenti coppa di testa, o con l’ormai celebratissimo formaggio squacquerone. Una golosa variante è rappresentata dai crescioni (o cassoni): sorta di piada riccamente farcita. Consigliamo di provare quelli della tradizione, farciti a base di erbe spontanee di campo o di patate, cavoli e salsiccia, da preferire rispetto a realizzazioni, pur piacevoli, frutto di contaminazioni del recente passato, come la mozzarella e pomodoro.

MERCATI
I ritmi della vita a Cesena sono scanditi ancora oggi dal susseguirsi di fiere e mercati, che offrono non solo opportunità di acquisto dei più disparati generi, di prima necessità o voluttuari che siano, ma che rappresentano da sempre occasioni di incontro e di socializzazionie fra gli abitanti della città e di tutto il comprensorio che su di essa gravita. Luogo di elezione cesenate è la grande Piazza del Popolo, spianata da Andrea Malatesta nel 1400, su cui si erge la ricordata Fontana del Masini, che ospita un ricco mercato, con cadenza addirittura bisettimanale, il mercoledì ed il sabato mattina. Vi si trova veramente di tutto: dagli alimentari, anche sotto forma di rare prelibatezze, all’abbigliamento, agli arredi, agli attrezzi da cucina e da lavoro, in un susseguirsi ininterrotto di bancarelle fitte, fitte che coi loro tendoni coprono tutta l’area del mercato. Sempre Piazza del Popolo è poi il nucleo centrale della Fiera di San Giovanni, che si tiene annualmente il 24 giugno, allorchè si festeggia l’evangelista che è patrono di Cesena. Nata in epoca medioevale ed evolutasi poi in una grande fiera-mercato che attira venditori da un po’ tutta Italia, occupando tutto il centro storico, fa rivivere, da qualche anno a questa parte, il fascino dei tempi che furono attraverso un ricco programma di animazione che coinvolge, lungo la ribattezzata via della Magia, artisti di strada, cartomanti ed astrologi, artigiani che interpretano vecchi mestieri.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.cesena.fc.it
www.cesenainvita.it
www.teatrobonci.it

 
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Data: 16/12/2018
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