52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 51 (Cesenatico)
 
CESENATICO, PORTO E MARE
CESENATICO, PORTO E MARE
Distanza: 4 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da dicembre a gennaio
Partenza e arrivo: via Armellini

Passeggiando per le vie di Cesenatico con l’odore forte di mare, di reti lasciate ad asciugare, di pesce in mostra nel mercato, si capisce come questo piccolo paese sulla costa adriatica sia più di ogni altro in Romagna legato alla cultura marinara. Questo percorso a piedi per le strade cittadine permette di toccare con mano, di vedere e assaporare i tratti di una tradizione del mare antica e ancora viva, forte, viscerale. Il Porto Canale, progettato da Leonardo da Vinci, sarà la direttrice dell’intero percorso perché sulle sue sponde si svolge parte importante della vita sociale, politica e culturale del paese. I pescherecci, le vecchie imbarcazioni in legno, il Museo della Marineria, la pescheria e la bella Piazza delle Conserve, saranno le mete di questo itinerario in uno dei borghi di mare più belli d’Italia. Cesenatico è davvero una cittadina a portata d’uomo e visitarla a piedi è facile e divertente.
L’abbondanza di ristoranti offre la possibilità di assaggiare vongole, cozze, branzini, sgomberi, canocchie, specialità gastronomiche tipiche di Cesenatico e naturalmente legate al mare. viale Porto.


DA NON PERDERE
Museo della Marineria
Casa Moretti
Capanni sul Porto Canale
Piazza delle Conserve
Presepe sull’acqua
PERCORSO
PERCORSO
Veduta di Cesenatico
Cesenatico1 è un piccolo paese romagnolo che ha saputo coniugare le sue origini di Borgo marinaro (era il porto della città di Cesena) con una più recente tradizione turistica legata alla bellezza della struttura architettonica del porto ed alla riscoperta delle tradizioni legate al mare. Il modo migliore di scoprire la sua anima è a piedi, passeggiando nel centro storico.
La partenza di questo itinerario è posta su via Armellini, a monte dello Scolo del Fossatone, una vena d’acqua in cui sorgono in lunga fila indiana numerosi capanni da pesca. Un ampio parcheggio è una comoda possibilità dove lasciare l’automobile. Da qui, attraversata la ferrovia, si prosegue verso il mare sul lato sinistro del Porto Canale per cominciare questo affascinante percorso marinaresco. Dopo pochi passi si incontra la sezione esterna del Museo della Marineria di Cesenatico2 annunciato dai colori intensi rosso, arancio e giallo delle imbarcazioni d’epoca. Il Bragozzo, la Battana, il Trabaccolo da pesca, il Barchèt e l’imponente Trabaccolo da trasporto con i suoi 20,50 metri di lunghezza e 6,60 di larghezza, sono alcune delle dieci imbarcazioni ancorate sul Porto Canale. Questa rappresenta una mostra unica nel suo genere: sulle imbarcazioni viene allestito nei mesi invernali un suggestivo presepe all’aperto, famoso e rinomato in tutta Italia. Pochi metri e si incontra sulla sinistra, all’interno di un bel palazzo completamente ristrutturato, la sede vera e propria del Museo della Marineria. All’interno della struttura, grazie alla presenza di plastici, materiale d’epoca, ricostruzioni e filmati originali, si può ripercorrere la vita della “Marineria romagnola” ed in particolare quella di Cesenatico e capire come si costruivano e governavano le barche dell’epoca. Il Museo è ben strutturato e merita una visita approfondita.

Asta del pescato al Mercato Ittico
Attiguo al Museo della Marineria, all’interno del Palazzo degli Anziani, si trova l’Antiquarium comunale in cui sono conservate tracce di una storia antica del territorio cesenaticense. Proseguendo lungo il Porto Canale si cammina su via M. Moretti: sulla strada dedicata al poeta sorge la casa in cui Moretti3 nacque, visse e morì il 6 luglio 1979.
L’abitazione si affaccia sul porto e presenta un tipico assetto architettonico del primo Ottocento con un lungo e stretto corridoio che sfocia in un giardino interno.
Gli ambienti sono perfettamente conservati, ma il vero patrimonio è costituito dai libri e manoscritti che formano la biblioteca e l’archivio personale dello scrittore, ancora oggi conservati e consultabili.
Si prosegue sempre in direzione mare fino a raggiungere via Matteucci dove sorgono alcuni magazzini utilizzati dai pescatori locali.
I pescherecci bianchi e azzurri fermi alle bitte, le cerate gialle appese alle maniglie e le reti ben raccolte sui ponti, fanno capire meglio di ogni altra immagine quanto la tradizione marinaresca sia ancora parte della vita quotidiana di Cesenatico. Il Porto Canale, le cui origini risalgono all’età romana ma la cui progettazione di massima è da attribuire a Leonardo da Vinci, sarà il nodo focale dell’intero percorso dedicato alle tradizioni marinare di Cesenatico.
Focale è del resto il ruolo che la vena d’acqua ha svolto e svolge nella vita della cittadina. Cuore della vita sociale, politica (sulle sue rive ha sede anche il Municipio), teatro delle attività della cultura della pesca e del trasporto marittimo il lungo canale è anche luogo di importanti manifestazioni come ad esempio la Festa di Garibaldi, che si svolge dal 1885 in agosto per rievocare il passaggio di Giuseppe Garibaldi in fuga dagli austriaci o il Palio della Cuccagna, festa tradizionale in cui i cittadini dei locali rioni si sfidano nella difficile prova di risalire un palo di legno ricoperto di grasso e sospeso sull’acqua. Si svolta ora a sinistra e poi a destra su via Magrini per entrare attraverso un piccolo stradello all’interno della nuova marineria. Passato un ponticello girevole si oltrepassa un ramo della darsena turistica e si giunge sul lungomare di ponente.
Si svolta a destra e si raggiunge nuovamente il Porto canale. Si cammina sull’argine sinistro fino ad arrivare alla piccola colonna semaforica di entrata del porto.
Da notare sulla sinistra una serie di bei capanni da pesca. Si ritorna per lo stesso itinerario fino a raggiungere il piccolo traghetto che permette di attraversare il canale di Cesenatico e raggiungere la riva di levante. Il faro di Cesenatico si alza sull’argine del Porto Canale sulla sinistra, a fianco della sede della Capitaneria di Porto.

Piazza delle Conserve
Camminando su viale del Porto si ripercorre a ritroso, ma sulla riva opposta, l’itinerario di andata. Se si capita nell’orario giusto, al rientro dei pescherecci è possibile anche acquistare direttamente pesce appena pescato. Una breve deviazione su via Anita Garibaldi permette di visitare, al civico 3, l’edificio che ospitava il primo mercato ittico della città, oggi sede di mostre. Oltrepassata la biblioteca comunale posta su Piazza del Ciceruacchio, si prosegue su corso Garibaldi. Da qui si può ammirare la bellezza del lato di ponente del canale ricco di case colorate, strette le une alle altre e ristoranti che offrono specialità di pesce e, nei mesi estivi, servono da mangiare ai bordi del molo. Si lascia il porto per addentrarsi verso il centro storico e la piazzetta delle Conserve. Il nome deriva appunto dalle conserve o ghiacciaie, pozzi troncoconici, che fino all’inizio del Novecento venivano utilizzati per conservare alimenti, in particolare il pesce.
I fori, ancora oggi ben conservati, hanno un diametro di 8 metri e una profondità media di 6 e venivano riempiti di ghiaccio e neve.
La piazza è oggi sede del mercato ortofrutticolo e palcoscenico di rassegne e spettacoli musicali. Tornati su corso Garibaldi, si lascia il mare alle spalle e si prosegue fino all’incrocio con via Mazzini: sulla destra il Ponte della piazza, arricchito da due colonne bizantine e, di fronte, Piazza Pisacane.
Si cammina fino a raggiungere la Chiesa di San Giacomo e poi si ritorna in via Cecchini da dove si raggiunge nuovamente via Armellini.
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APPROFONDIMENTI

IL TRABACCOLO DA PESCA
Il Porto Canale di Cesenatico, disegnato all’inizio del Trecento da Leonardo Da Vinci e realizzato nel XV secolo, ospita nel suo tratto più antico un singolare museo en plein air: il Museo della Marineria dell’alto e del medio Adriatico. La sezione galleggiante del Museo ospita dieci esemplari di barche tradizionali restaurate, che vengono riarmate da maggio a settembre con colorate vele al terzo. Tra queste imbarcazioni spicca il Trabaccolo da pesca, denominato nell’espressione dialettale Barchèt.
Una barca dalla struttura semplice a un solo ponte e due alberi armati con vele al terzo, che veniva utilizzata per la pesca con reti a strascico e anche per trasportare viveri e materiali necessari alla comunità, per questo riveste un ruolo importante nella storia di Cesenatico e nella memoria collettiva dei suoi abitanti.
La sua peculiarità risiede nella grande prua ornata con due occhi in forte rilievo, che conferiscono all’imbarcazione l’aspetto di un grande essere marino.
Per informazioni e visite contattare il Museo galleggiante della Marineria dell’alto e medio Adriatico, tel. 0547.79264.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.cesenaticoturismo.com
www.cesenatico.it/mm/
www.casamoretti.it

 
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Data: 16/12/2018
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