52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 4 (Imola)
   
SILLARO, IL CONFINE TRA ROMAGNA ED EMILIA
SILLARO, IL CONFINE TRA ROMAGNA ED EMILIA
Distanza: 45 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da settembre a maggio
Partenza e arrivo: Castel San Pietro Terme

Il torrente Sillaro è considerato, al di là dei formali confini amministrativi, la linea che separa l’Emilia dalla Romagna. Le colline che lo circondano offrono paesaggi rurali suggestivi che mescolano immagini di campi coltivati, vigne, frutteti a boschi, piccole valli, pendii brulli e calanchi. Castel San Pietro Terme, posto alla confluenza tra Sillaro e via Emilia, è il punto di partenza ideale per l’escursione in un territorio ricco di storia e natura. Le sue acque curative e rilassanti sono conosciute sin dal 1300. Da questa cittadina di pianura si salirà verso frazioni come Liano, Vedriano, Montecalderaro e Frassineto, che hanno avuto ruoli importanti nell’antichità e sono state teatro di importanti battaglie durante il secondo conflitto mondiale. Oggi non rimane altro se non i ruderi di antiche fortezze, a ricordo di una storia recente. Il percorso si snoda tra paesini e belle chiese, fino a volgere alla sua conclusione con Dozza, uno dei borghi più belli e meglio conservati d’Italia e l’importante Santuario del Piratello, ultime due tappe di questo breve ma intenso itinerario sul confine tra Emilia e Romagna.

DA NON PERDERE
Terme Castel San Pietro
San Mamante Liano
Montecalderaro
Rocca di Dozza
Santuario Piratello
PERCORSO
PERCORSO
Veduta di Castel San Pietro Terme
Castel San Pietro è un piccolo paese posto sulla via Emilia tra Imola e Bologna.
L’abitato, famoso per le sue acque termali, sorge sulle sponde del fiume Sillaro, corso d’acqua simbolo di confine geografico tra Emilia e Romagna. Piazza XX settembre costituisce il nucleo culturale e sociale di Castel San Pietro. Su questa si trova la Colonna del Rosario, eretta nel 1779, e due edifici religiosi di grande importanza: la Chiesa del SS Crocifisso, con il singolare campanile a 55 campane, e la chiesa di Santa Maria Maggiore risalente al XII secolo.
Altro edificio storico religioso di grande importanza è la Chiesa con l’annesso Convento dei Cappuccini che sorge su via Viaria, a poca distanza dalla piazza centrale.
Da segnalare anche lo stabilimento termale2 che si trova a circa 1,5 km dal centro seguendo l’argine sinistro del Sillaro. Di questi bagni, che utilizzano acque sulfuree e salsobramoiodiche, si trova già notizia nel 1337. La costruzione dei primi stabilimenti risale però al 1886. Partiti lungo la via Emilia in direzione Bologna, dopo circa 1 km si svolta a sinistra in via Liano e si sale in direzione delle colline.
Questa si presenta da subito come un’area di grande importanza paesaggistica, in cui frutteti e campi seminativi si alternano a zone calanchive e boscose. Dopo aver percorso circa 4 km si raggiunge la Chiesa di San Mamante e il Castellazzo di Liano, con il rudere di torre del castello medievale. Questa frazione, oggi piccolo nucleo di case sulle colline tra Emilia e Romagna, ha origini antiche, risalenti già al IV secolo e il suo fortilizio, appartenuto ai feudatari Alberici, ebbe grande importanza strategica diventando oggetto di dispute tra Bolognesi e le popolazioni locali.

Vigneti delle colline imolesi visti dalla Rocca di Dozza
Di grande interesse storico-artistico sono inoltre la prestigiosa villa, un tempo residenza estiva dei conti Fava Tanari e la Torre dei Moscatelli. Lasciato Liano, si prosegue tenendo la sinistra in direzione di Vedriano.
Percorrendo in salita via Tanari, si giunge in meno di 5 km alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo che sorge su di un colle a 454 metri s.l.m.
Si prosegue lungo la strada e si raggiunge Monte Calderaro.
Lungo il percorso, in più tratti è possibile ammirare i calanchi, caratterizzati da scarsa vegetazione e macchie di ginestre. Giunti a Monte Calderaro (metri 600 s.l.m.), la cima più elevata del territorio comunale di Castel San Pietro Terme, si possono visitare i ruderi della vecchia chiesa di San Martino, abbattuta durante la Seconda guerra mondiale. Il borgo si trova in posizione dominante sul crinale tra la Valle del Sillaro e quella del Quaderna. Una lapide, posta nei pressi di questa frazione, ricorda i cruenti scontri che si svolsero in questo territorio durante la Seconda guerra mondiale. Di grande pregio è l’ambiente naturale: boschi di castagni, querce, frassini, carpini che si alternano a brulle zone rocciose.
Da qui si prosegue e passando per Monte Cerere, dove si trovano i resti di un’antica pieve romanica sorta sulle ceneri di un tempio pagano dedicato alla Dea Ceres, prima di raggiungere Frassineto. Del suo insediamento fortificato, risalente pare all’anno Mille, rimangono pochi resti di mura e un portale gotico. Si digrada fino a raggiungere via Viara, che segue il corso del Sillaro e si svolta a sinistra. Percorsi circa 4 km si gira a destra seguendo le indicazioni per San Martino in Pedriolo e, ignorando una deviazione sulla sinistra, si raggiunge il Castello, nucleo rurale di poche case posto a 327 metri s.l.m.

Rocca di Dozza
Da qui si lascia definitivamente la valle del Sillaro per scendere verso quella del Sallustra. Giunti al bivio, si svolta a sinistra in direzione via Emilia. Dozza3 rappresenta un borgo di grande interesse storico e ambientale.
Posto su un’altura a 190 metri s.l.m., domina pendici coltivate a vigneto e il suo centro fortificato rappresenta un esempio ben conservato di borgo medioevale.
La rocca è indubbiamente uno degli edifici più suggestivi. Di aspetto massiccio, con mura alte e merlate, vanta poderosi torrioni di forma cilindrica. Suggestivo l’accesso attraverso un ponte levatoio: all’interno una loggia rinascimentale, dipinti, un raccolta d’armi e negli scantinati trova spazio l’enoteca sorta per valorizzare i vini della regione. Dozza è inserita nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia” e merita una passeggiata lungo le due principali vie cittadine che risalgono alla Rocca. Da segnalare, inoltre, la Chiesa dell’Assunta, che raccoglie al suo interno importanti opere pittoriche tra cui una tavola di Marco Palmezzano e l’annesso Museo d’Arte Sacra con maioliche e ceramiche di pregio. Da Dozza si raggiunge la Via Emilia.
Facendo una breve deviazione sulla destra si può ammirare il Santuario del Piratello. L’edifico religioso del XV secolo merita un’attenta visita. In particolare la chiesa, con una pianta rettangolare di oltre 250 metri quadrati, presenta volte, colonne e pareti finemente affrescate e un elegante organo dietro l’altare.
Bello il cortile interno del Santuario da cui si può ammirare il campanile alto 35 metri.
Di pregio infine in refettorio del Convento e il Museo d’Arte Sacra, sorto tra le celle dell’antica comunità religiosa. All’interno degli edifici sacri sorge oggi anche un ostello.
Ripresa la via Emilia in direzione Bologna, si giunge in breve a Toscanella di Dozza. Oggi importante centro industriale, questo abitato, come molti di quelli che sorgono sulla storica via romana, ha origini antichissime testimoniate dal ritrovamento, durante una campagna di scavi dei primi del ’900, di 70 capanne che formavano un villaggio dell’età del bronzo.
Oggetti e suppellettili sono conservati nei musei di Bologna e Imola.
Percorrendo nuovamente la S.S. 9, in 5 km si giunge nuovamente a Castel San Pietro Terme.
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APPROFONDIMENTI

SANTUARIO DI PIRATELLO
Oltre alla bellezza e all’importanza storica e religiosa, il Santuario del Piratello nasce, a quanto pare, da una vicenda che intreccia verità storica a leggenda. Si racconta infatti che il 27 marzo del 1483, Stefano Mangellida Cremona, percorrendo la via Emilia per un pellegrinaggio a Loreto si fermò di fronte al un pilastro sacro lungo la storica via. Proprio all’incrocio della strada che scende da Montecatone, il pellegrino pregò di fronte ad un’immagine della Vergine con il Bambino, conservata in una nicchia. Mentre pregava udì una voce che proveniva proprio dall’immagine e che lo chiamò per nome. Levato lo sguardo verso la Madonna, Stefano Mangellida vide due candele di cera bianca accendersi improvvisamente e dal cespuglio posto ai bordi della strada sbocciarono rose rosse e profumate nonostante la temperatura fosse ancora rigida. La Madonna, stando alla leggenda, chiese al pellegrino di dire alla popolazione di Imola che in quel punto sarebbe dovuta sorgere una Cappella. Dopo questo fatto, il governatore Girolamo Riario e sua moglie Caterina Sforza provvidero che la custodia dell'immagine venisse affidata ai frati Francescani del Terzo Ordine Regolare.
Papa Innocenzo VIII il 27 gennaio 1489 diede il permesso di costruire una chiesa ed un convento. Il Beato Geremia Lambertenghi da Como fu il fondatore della comunità dei frati che si insediarono nel Convento.

ACQUE MIRACOLOSE
I Romani ben conoscevano le virtù terapeutiche delle acque termali, consapevoli che si potessero ottenere benefici alla salute attraverso il suo impiego (Salus per aquam), così in ogni territorio di loro conquista costruivano impianti termali.
Si tratta di acque veramente miracolose, che a seconda delle specifiche proprietà possono curare moltissime patologie differenti, prevenire malattie e migliorare la situazione fisica, estetica e psichica delle persone. Si ritiene che le acque sgorghino naturalmente dal terreno dopo un percorso lunghissimo: dal momento in cui la terra riceve l’acqua piovana possono trascorrere anche 700 anni. Durante questo lungo viaggio, le acque si arricchiscono di sostanze chimiche, fisiche e minerali a seconda dei diversi terreni. Le acque calde possono essere utilizzate attraverso applicazioni e bagni, inalazioni e irrigazioni; naturalmente anche il semplice berle giova alla salubrità del corpo. Per ottenere buoni risultati, qualsiasi siano i problemi o le necessità, è consigliabile fare le cure termali per almeno una settimana ed è sempre opportuno consultare il proprio medico. Le acque termali possono essere: sulfuree, bicarbonate, solfate, carboniche, radioattive, arsenicate, ferruginose, salsoiodiche, bromoiodiche ecc. e la classificazione muta anche a seconda della temperatura a cui sgorga l’acqua, della percentuale dei minerali e della loro qualità. In Romagna si contano numerosi centri termali, ottimi e specializzati in diversi trattamenti: Castel San Pietro, Bagno di Romagna, Brisighella, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Fratta Terme, Ravenna, Rimini, Riccione, Riolo Terme. Altrettanti centri vi sono in Emilia.
Per saperne di più: www.emiliaromagnaterme.it


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.castelsanpietroterme.bo.it
www.termedicastelsanpietro.it
www.comune.dozza.bo.it

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
Emilia Romagna - Terra con l'anima
 
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