52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 5 (Faenza)
 
ERBE OFFICINALI SUI COLLI DI CASOLA
ERBE OFFICINALI SUI COLLI DI CASOLA
Distanza: 9 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da febbraio a ottobre
Partenza e arrivo: San Ruffillo

Semplice e allo stesso tempo affascinante, questo itinerario escursionistico offre in pochi chilometri l’opportunità di attraversare aree naturali di grande interesse come la Vena del Gesso, di immergersi in paesaggi fiabeschi di castagni e roverelle e di osservare luoghi simbolo della storia del territorio faentino. Tra questi ultimi, occorre ricordare il complesso religioso di San Ruffillo, la torre e i resti del castello medioevale di Monte Battaglia, luogo che fu teatro di un feroce conflitto durante la Seconda guerra mondiale. Casola Valsenio è la cittadina principale di quest’area. Si tratta di un piccolo centro abitato appenninico, con il suo tranquillo centro storico e la sua storia recente legata al Giardino delle erbe officinali e ai frutti dimenticati. Casola è una metà ideale per trascorrere una domenica, arricchita da fiere, feste e mercati. L’itinerario propone una passeggiata tra le bellezze naturali delle colline circostanti e presenta, soprattutto nella prima parte, alcuni tratti in salita. La lunghezza non è tuttavia impegnativa rimanendo al di sotto dei 10 km.

DA NON PERDERE
Giardino delle erbe
Santuario di San Ruffillo
Castagneto
Monte Battaglia
Passo del Prugno
PERCORSO
PERCORSO
Particolare di una delle specie coltivate nel Giardino di Casola
Casola è una piccola cittadina posta nella bassa Val Senio. Rinomata per i suoi giardini di erbe officinali2 e per le sue fiere e mercati, offre un piccolo centro storico che cela alcuni interessanti attrattive. Tra queste, consigliamo di ammirare la Torre Civica con orologio, datata 1560 e il Cardello, singolare edificio ex foresteria dell’Abazzia di Valesenio.
Quest’ultima è un complesso di particolare pregio e di grande interesse storico costruito intorno al X secolo e tuttora ben conservato.
Superato l’abitato di Casola Valsenio, si prosegue sulla strada principale in direzione di Palazzuolo. Dopo circa 1 km si svolta a destra in una piccola e poco visibile strada secondaria seguendo le indicazioni per San Ruffillo. La carraia sale stretta e con numerosi tornanti fino a giungere, dopo circa 3,5 km al Santuario.
Il complesso di San Ruffillo ha una storia travagliata.
Sorto tra il 1126 e 1130, fu in parte distrutto da una frana nel 1738 che ridusse ad un cumulo di macerie la vecchia chiesa.
Nello stesso anno fu costruita una nuova pieve, ampliata poi verso la metà dell’800.

Veduta del Giardino delle erbe officinali
Lasciata in questo punto l’automobile, si comincia il percorso escursionistico seguendo la strada asfaltata.
Dopo aver camminato per circa 300 metri, si svolta a sinistra su una strada sterrata seguendo le indicazioni per il Monte Battaglia: alzando lo sguardo, si può ammirare la torre del fortilizio posto in cima al colle, a 705 metri di altitudine.
In questo tratto del sentiero, situato all’interno della Vena del Gesso4, la strada sale con una pendenza intorno all’11%.
Il territorio è in questa prima parte molto suggestivo, quasi fiabesco. Il sentiero si snoda all’interno di un castagneto caratterizzato da grandi alberi con tronchi dalle forme bizzarre e un bel sottobosco verde coperto di muschio. Dopo circa 2 km si incrocia la strada di crinale indicata dal sentiero C.A.I. 701 e che porta il nome della Corolla delle Ginestre. Si svolta a destra e dopo poche decine di metri si prende un sentiero, annunciato da segni bianchi e rossi, che sale sulla destra lasciando la strada sterrata.
Tra piccoli salti di roccia e una vegetazione ricca di ginepri e piante arboree mediterranee, si sale rapidamente fino a Monte Battaglia.
Molto bella l’immagine che ci si trova di fronte una volta sbucati dalla vegetazione: la bella e imponente torre che domina a sud la Valle del Senio e, verso nord, quella più distante del Santerno.

Ginestre in fiore lungo l’omonimo Sentiero
Questo fortilizio di cui rimangono alcuni resti, oltre al torrione, fu un’importante Rocca Medioevale, costruita nel XII secolo.
Dal lato opposto si trovano alcune sculture in bronzo a ricordo della feroce battaglia che in questi luoghi si svolse durante il secondo conflitto mondiale. Una ripida sterrata consente di ricongiungersi, superata una sbarra, alla strada asfaltata del crinale. Si svolta a destra e si prosegue in una serie di saliscendi e bei punti panoramici.
Successivamente la discesa si fa ripida e in un paio di tornanti si giunge al Passo del Prugno (404 metri s.l.m.) e si incrocia l’omonima strada provinciale che collega Casola Valsenio a Fontanelice.
Si svolta a destra in una carraia asfaltata proprio a lato di una struttura che offre panini e piadina romagnola. A questo punto ci troviamo tra sorbi, nespoli, meli selvatici che si mescolano a sambuchi, roverelle, rubini formando un bosco fitto al bordo della sottile linea di asfalto.
Si continua ancora scendendo sulla stretta strada per altri 3 km e si giunge nuovamente a San Ruffillo, dove si chiude il percorso ad anello.
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APPROFONDIMENTI

IL FIUME SENIO
Il Senio è un fiume che scorre in provincia di Ravenna lungo l’omonima valle. Nasce sull'Appennino tosco-romagnolo dal poggio dell'Altella, alle pendici del monte Carzolano. Le sue acque accolgono quelle del torrente Sintria. Il Senio, dopo aver attraversato gli Appennini e la Vena del Gesso, sbocca in pianura e confluisce nel fiume Reno, circa 6 km a nordest del comune di Alfonsine, fra Madonna del Bosco e Sant'Alberto. La prima parte della Valle del Senio fino a Casola Valsenio si presenta stretta, con fianchi ripidi: il Senio scorre incassato nel suo letto fino alla chiusa della Vena del Gesso presso Borgo Rivola. A questo punto la valle si apre, le colline degradano dolcemente e le acque rallentano.
Il fiume è lungo 92 km e ha una portata media di circa 10 metri cubi al secondo alla foce. Il fiume inizia il suo corso in territorio toscano, a Palazzuolo sul Senio, poi attraversa i comuni ravennati di Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese, Solarolo, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano e Alfonsine. Lungo il suo corso si sono svolti importanti avvenimenti storici più o meno recenti. Nel 1797, in località Ponte San Proloco, si combatterono numerose battaglie tra le forze francesi e quelle dello Stato Pontificio. Durante la Seconda guerra mondiale, nell'inverno 1944-45, il Senio fu testimone di aspri combattimenti fra Tedeschi e Alleati in quelle che presero il nome di Battaglie sul Senio. Casola Valsenio, Cotignola, Alfonsine furono quasi completamente rase al suolo; Castel Bolognese subì danni ingentissimi così come pure Riolo Terme e Solarolo. Ingenti le perdite di vite umane fra i civili. Il Senio, come tutti i fiumi, rappresentava, allora come oggi, un importante confine da difendere, fonte di vita e di sostentamento per le popolazioni delle zone circostanti.

IL MERCATINO DELLE ERBE
Casola Valsenio è ormai famosa per essere il paese delle piante aromatiche e officinali e dei frutti dimenticati. Il primo giardino scolastico delle erbe di Casola Valsenio sorse nel 1938, grazie all’appassionato studioso Augusto Rinaldi Ceroni, in seguito nel 1974 venne istituito anche il Giardino delle erbe officinali. Il Giardino di Casola Valsenio si estende su terrazze per circa 4 ettari e ospita oltre 400 tipi di piante, studiate per essere impiegate in cucina, in campo cosmetico, biologico e persino medico. Si tratta di uno dei giardini più importanti a livello europeo, che ha originato un mercato interessante e offre l’opportunità di visite guidate per approfondire le conoscenze sulle piante. Nel grande mercato di Casola Valsenio, che si tiene ogni venerdì sera in luglio e agosto, vi è l’opportunità di conoscere svariati tipi di erbe dalle proprietà curative e di grande vocazione alla gastronomia. È possibile acquistare dalle erbe più comuni alle erbe più particolari, quali: l’artemisia, l’assenzio, il coriandolo, il crescione, la pimpinella, il rosolaccio, la valerianella e lo zafferano. Con le erbe di Casola Valsenio vengono realizzati piatti prelibati, dall’antipasto al dessert, persino il gelato; vengono aromatizzati olii, aceti, burri e formaggi.
Vale la pena visitare Casola Valsenio e fermarsi in uno dei suoi caratteristici ristoranti per provare il piacere della buona tavola e della salute. Altrettanto interessante è la Festa dei Frutti Dimenticati, la terza settimana di ottobre.
Un’occasione per sperimentare nuovi sapori, mostarde, marmellate e liquori. Tra i frutti più particolari: l’azzeruolo, il biricoccolo, la ciliegia cuccarina, la corniola, la giuggiola, la pera cotogna e l’uva spina.
Ufficio informazioni e accoglienza turistica: tel. 0546.73033.

IL MARRONE DI CASOLA VALSENIO
IL MARRONE DI CASOLA VALSENIO
Il marrone di Casola Valsenio è un prodotto enagoastronomico ricercato della vallata del Senio. Le sue caratteristiche sono un colore avana scuro, forma ellittica e striature evidenti. Le dimensioni sono importanti ed occorrono circa 70 castagne per ottenere 1 chilogrammo. Il marrone è particolarmente apprezzato per il sapore intenso e dolce. I castagneti, che caratterizzano i boschi nei dintorni di Casola, sono formati da piante di media grandezza con rami penduli e tronchi importanti; la raccolta dei frutti comincia i primi di ottobre. Da sempre questo frutto rappresenta una fonte di sostentamento per le popolazioni locali. I marroni venivano mangiati freschi, cotti al vapore o arrostiti sul fuoco, oppure seccati e poi macinati per ottenere la farina. In autunno si svolge a Casola, nel secondo fine settimana di ottobre, la Sagra delle Castagne e dei Frutti Dimenticati. I marroni vengono venduti in un mercato che si svolge tre giorni a settimana per tutto il mese di ottobre a metà strada tra Palazzuolo sul Senio e Casola Valsenio. È nata anche la Strada dei Castagneti, che si propone di valorizzare il mondo dei castagneti e dei marroni, con le aziende agricole che dedicano impegno, passione e fatica per mantenere vivo l'interesse per questo frutto dell'Appennino. Ogni azienda compresa all’interno del percorso proporrà un’offerta che spazia dalla raccolta diretta sotto i castagni, alle passeggiate guidate, alla degustazione di prodotti a base di marroni, all’alloggio di tipo agrituristico.
Info: comune di Casola Valsenio, tel. 0546 976561


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.casolavalsenio.ra.it
www.terredifaenza.it
www.ilgiardinodelleerbe.it
www.montebattaglia.it
www.venadelgesso.org

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
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