52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 17 (Faenza)
   
COLLINE, CALANCHI E SAPORI TRA SENIO E LAMONE
COLLINE, CALANCHI E SAPORI TRA SENIO E LAMONE
Distanza: 62 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da aprile a giugno
Partenza e arrivo: Faenza

Colline dolci coltivate a grano, girasoli, peschi, viti e kiwi. E ancora salite e discese su strade strette e poco trafficate, fiancheggiate da pareti di roccia verticale, calanchi, chiese di campagna, torri isolate e un bel borgo: questi sono gli ingredienti della proposta di viaggio che ripercorre a tratti la Strada del Sangiovese delle colline di Faenza. Naturalmente i prodotti e gli alimenti tipici come l’olio di Brisighella, il sangiovese di Romagna, lo scalogno, le pesche nettarine, non possono mancare in una terra in cui la passione per la cucina e per i cibi genuini fa parte della vita quotidiana. Ogni tratto del percorso, sempre differente e mai monotono, che danza tra la vallata del Senio, quella del Lamone e quella del Sintria, merita la giusta attenzione. Accanto ai borghi minori incontriamo le Terme di Riolo, il Borgo di Brisighella e la Torre di Oriolo dei Fichi che rappresentano, per la loro bellezza e portanza, le tappe immancabili di questo percorso che parte e arriva a Faenza.
In questi luoghi, la mano dell’uomo e la natura si alternano per regalarci scorci irripetibili.


DA NON PERDERE
Torre del Marino a Villa San Giorgio in Vezzano
Rocca di Riolo Terme
Terme di Riolo
Via degli Asini, Brisighella
Passo della Carla
Torre di Oriolo dei Fichi
PERCORSO
PERCORSO
Terme di Riolo
Il percorso prende il via alle porte di Faenza, cittadina posta sulla via Emilia, conosciuta per le sue pregiate ceramiche. Dalla via Emilia, si prende la strada che porta a Brisighella.
Dopo poche centinaia di metri si svolta a destra per raggiungere Errano e si entra di fatto nella Strada dei vini e dei sapori delle colline faentine, chiamata Strada del Sangiovese. La carreggiata si fa da subito più stretta e sale in un’area collinare caratterizzata dalla presenza di pini a ombrello che bordano la sede stradale.
Lungo la via si trovano indicazioni di aziende agricole e agriturismi dove è possibile assaggiare i prodotti tipici di questa parte di Romagna. Ci si trova sulle primissime colline che si alzano dalla piana ravennate e questa prima parte dell’itinerario rappresenta l’immagine vera della Romagna contadina: strade in continui
saliscendi, poggi coltivati, filari di vigne, aziende agricole.
Raggiunto Tebano e dopo aver percorso un tratto di strada in discesa, si svolta a sinistra per raggiungere Villa San Giorgio in Vezzano, dove dell'antico castello edificato dalla famiglia Naldi esistono oggi solo alcuni resti.

Panorama del Parco Carnè tra Brisighella e Zattaglia
Il fortilizio sorgeva su un pianoro a picco sul torrente Sintria. Da segnalare anche la piccola chiesa di Villa Vezzano del 1296 e i resti di Torre del Marino, una delle torri erette nel secolo XV per scopi difensivi. Per raggiungere quest’ultima, posta in zona panoramica su un colle calanchivo, si prende a sinistra in via Torre del Marino e si percorrono circa 3 km. Ripreso l’itinerario principale, si seguono le indicazioni per Riolo Terme e in poco più di 2 km si raggiunge il piccolo abitato della bassa Val Senio. Il centro storico è raccolto attorno alla Rocca, che rappresenta il cuore della cittadina: all’interno della stessa si trovano il Museo del Paesaggio dell’Appennino faentino e si svolgono mostre d’arte, programmi musicali e proiezioni cinematografiche.

Centro storico di Brisighella
La forma attuale del fortilizio, a base quadrangolare con un fossato esterno, è stata determinata alla fine del 1300, quando i Bolognesi ampliarono un torrione già esistente. Degni di nota sono poi i resti della Badia di San Pietro in Sala, in via Abbazia; l’ex Chiesa di San Giovanni Battista di via Verdi; il Parco Museo sotto le antiche mura di Riolo, ove sono esposte le sculture in bronzo di Giovanni Bertozzi ispirate al libro di Leonida Costa, Le 127 giornate di Riolo. Riolo è poi conosciuta per le sue acque termali.
Le Terme di Riolo Bagni, che videro la loro inaugurazione il 24 luglio 1877, sono infatti note per le proprietà terapeutiche delle loro acque, sulfuree e salsobromoiodiche. Consigliata una visita al complesso in stile liberty, al Grand Hotel Terme e alla chiesina della Madonna della Salute eretta nel 1900, che formano la parte più vecchia dello stabilimento termale.
Da Riolo, si percorre la strada verso Casola Valsenio e, poco prima di entrare nel paese, si svolta a sinistra in direzione Zattaglia percorrendo quella che viene chiamata La Strada della Lavanda.

Panorama della Rocca e della Torre, sopra Brisighella
Il percorso sale ripido fino a raggiungere i 515 metri: al bivio si svolta a sinistra e poi ancora a sinistra scendendo nella valle del torrente Sintria. Sulla sinistra si alza maestoso il Monte Mauro, tipica formazione della Vena del Gesso e tutto il tratto è molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico.
Giunti a valle, dopo aver passato l’abitato di Zattaglia, si svolta a destra in direzione di Brisighella.
La strada, in salita, attraversa un territorio carsico di grande importanza naturalistica caratterizzato dalla presenza di grotte, calanchi e pareti di gesso. Due i siti importanti, quello del Parco del Carnè, immerso in una tipica vegetazione mediterranea, sulla destra del percorso, e la Grotta della Tanaccia, con possibilità di visita speleologica, a sinistra. Proseguendo si giunge a Brisighella5, borgo dagli innumerevoli pregi storici e paesaggistici. Giungendo dal Monticino, si incontra dapprima l’omonimo santuario di antica tradizione mariana, costruito nel XVIII secolo sul terzo colle di Brisighella, e la Rocca Manfredania e Veneziana, pregevole esempio dell’arte militare del Medioevo, composta da un torrione e da un torricino. Attualmente, il forte è sede del Museo della Civiltà Contadina.

Torre di Oriolo dei Fichi
Giunti a Brisighella, si consiglia di lasciare l’automobile e di fare una passeggiata per le vie del centro, caratterizzate da enoteche, ristoranti e negozi di prodotti tipici. Splendida l’Antica via degli Asini, un tempo utilizzata per ricoverare il bestiame: la strada sopraelevata, coperta e illuminata grazie ad aperture ad arco di differente ampiezza, rappresenta uno stile architettonico davvero unico, incorniciato da case di diversi colori. Da qui si raggiunge, attraverso un bel sentiero panoramico, la Torre dell’orologio, a picco sulla sottostante valle, baluardo di difesa risalente al 1290 ed oggi sede del Museo del Tempo. Da segnalare anche La Collegiata, Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, del 1697, situata in Piazza Carducci, e la Pieve Tho, che dista 1 km da Brisighella, la più antica sorta nella Valle del Lamone (tra l’VIII e il X secolo). Brisighella è sede, nel mese di luglio, della Festa Medioevale che si svolge nelle vie del centro città.
Appena usciti dall’abitato, si svolta a destra in direzione Scavignano, si affrontano due lunghi saliscendi, per svoltare poi a destra verso il Passo della Carla.
La strada sale ripida e scollina su un colle brullo e arido. Si seguono le indicazioni per Marzeno, e, superato il piccolo abitato, si svolta a destra in via Uccellina arrivando poco a monte di Santa Lucia.
Giunti al paese, dove si trovano anche un ristorante e un lago per la pesca sportiva, si svolta a sinistra e poi a destra, proseguendo in direzione di Villagrappa.
Dopo pochi chilometri si incontra il cartello con l’indicazione per Oriolo dei Fichi, che si raggiunge percorrendo 3 km di stretta strada collinare. La località rivestì una grande importanza nel Medioevo.
Nel 1057 fu costruito, per volontà dell’Arcivescovo di Ravenna, il castello. Oggi rimane la possente torre esagonale, alta 18 metri, fatta costruire da Carlo II Manfredi, divenuta simbolo di Oriolo. La minuscola borgata si compone di poche case e di una Chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Apollinare.
Pini domestici, melograni, prugnoli e biancospino rappresentano solo alcuni esempi della vegetazione di pregio che circonda la torre e che è stata rivalorizzata anche con la messa in opera di una rete escursionistica di circa 12 km, con quattro sentieri segnalati.
Da Oriolo dei Fichi si scende passando per San Mamante e, seguendo la segnaletica per Faenza, si raggiunge l’abitato dove è cominciato e termina questo itinerario.
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APPROFONDIMENTI

LE TERME DI RIOLO
Le Terme di Riolo sono nate ufficialmente nel 1870,ma aperte al pubblico e inaugurate nel 1877. La splendida posizione collinare nella Valle del Senio, la natura rigogliosa e soprattutto la pregevolezza delle acque ne hanno fatto nel tempo un luogo celebre, tanto da attrarre personaggi come Lord Byron, Giosuè Carducci e Pellegrino Artusi. Nel 1914 l’alto valore terapeutico delle acque gli valse la denominazione Riolo Bagni, mutata nel 1957 in favore di Riolo Terme.
Le acque preziosissime di Riolo sgorgano copiose anche nei boschi circostanti, da piccole sorgenti naturali, i vulcanetti di Riolo. Il Centro Termale offre svariate opportunità per la bellezza e il relax e per le cure di numerose patologie. È possibile effettuare visite specializzate, affrontare e risolvere problemi legati all’alimentazione e alla digestione, curare sintomi respiratori, problemi osteo-articolari, vascolari e cutanei. Le Terme di Riolo dispongono di un Centro Nuove Tecniche Riabilitative, un Centro Metodologie naturali e il Centro Medico Estetico.
Il Centro propone ai suoi ospiti interessanti pacchetti, per godere del potere medicamentoso delle acque e liberarsi dalle fatiche psichiche e mentali.
Per informazioni, telefonare al numero verde: 800.861363 o visitate il sito: www.termediriolo.it.

OLIO DOP DI BRISIGHELLA
OLIO DOP DI BRISIGHELLA
L'olio extravergine di oliva Brisighella DOP si ottiene in un’area geografica ristretta, comprendente i comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio e Modigliana dall’esclusiva spremitura di olive della varietà Nostrana di Brisighella (al 90%).
Le olive vengono raccolte a mano, tra novembre e dicembre, e spremute entro quattro giorni dalla raccolta.
Una selezione dei cru delle olive, spremute con la tecnica di estrazione per percolamento a freddo, origina il rinomato Brisighello. Ancor più pregiato e di produzione limitata è il Nobil Drupa, ottenuto con la varietà di olive Ghiacciola, presente solamente nel comprensorio di Brisighella. L’olio di Brisighella, verde smeraldo dai riflessi dorati, ha un aroma persistente e un basso grado di acidità; per il suo pregio è stato uno dei primi cinque olii italiani a guadagnare la DOP e il primo a ottenere il marchio di eccellenza dell’UE. La sagra dedicata a questa preziosa risorsa si svolge nell’ultima domenica di novembre.
Per informazioni: tel 0546.81103.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.terredifaenza.it
www.stradadelsangiovese.it
www.comune.rioloterme.ra.it
www.termediriolo.it
www.comune.brisighella.ra.it
www.torredioriolo.it/html/sentieri.htm

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
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