52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 26 (Ravenna)
 
LA FORESTA ALLAGATA DI PUNTE ALBERETE
LA FORESTA ALLAGATA DI PUNTE ALBERETE
Distanza: 5 km
Durata: mezza giornata
Periodo consigliato: da maggio a luglio
Partenza e arrivo: S.S. Romea

Olmi, frassini, pioppi che crescono nell’acqua, tritoni, anguille che si muovono sul fondo fangoso, raganelle, rane e rospi chestazionano sul bordo della palude, aironi, anatidi e falchi che volano sopra l’oasi. Questo breve itinerario si svolge per intero all’interno dell’Oasi di Punte Alberete, un’area palustre formata dall’acqua dolce di quella che era l’antica cassa di colmata del Lamone, vero e proprio paradiso per specie acquatiche, anfibi e uccelli. L’oasi è molto piccola e confinante con la S.S. Romea.
Questo la rende una vera e propria perla da conservare e, anche se interamente perlustrabile in un’ora e mezza di lenta camminata, è una tappa obbligata per chi è appassionato di birdwatching e un percorso consigliato a chi apprezza i paesaggi naturali di pianura. Le specie floro-faunistiche che si possono incontrare, a dispetto delle dimensioni di Punte Alberete, sono infatti tante e preziose. Tra queste, basta ricordare il giglio di palude, le ninfee, il tritone crestato, il tarabuso, l’ibis mignattaio, l’airone rosso, la nitticora, il falco di palude. Un percorso piacevole, non troppo impegnativo, che permette di immergersi nella natura, alla scoperta di colorate specie animali e vegetali.
Tutto questo rimanendo a pochi passi dalla S.S. Romea, che sembra non disturbare con il suo caotico traffico il tranquillo fluire del tempo nell’Oasi di Punte Alberete.


DA NON PERDERE
Ninfee
Gigli di palude
Airone rosso
Nitticora
Ibis mignattaio
Foresta sommersa
PERCORSO
PERCORSO
Postazione birdwatching
L’accesso all’Oasi di Punte Alberete è posto lungo la S.S. 309 Romea. Dopo aver percorso circa 8 km in direzione Venezia, si incontra un parcheggio sulla sinistra, circa 1 km prima della deviazione per la località Punta Marina, di fronte al Parco II Giugno.
Una volta posteggiata l’automobile, si attraversa la strada, per raggiungere un cancello in legno sulla sinistra, posto per impedire il passaggio alle biciclette, il cui accesso è severamente vietato. Alcuni pannelli informativi indicano le specie floro-faunistiche più importanti dell’area e invitano a proseguire verso la direzione del cammino.
Nella prima parte della nostra passeggiata, il sentiero corre costeggiando un rigagnolo d’acqua dolce, alla apparenza stagnante.
L’Oasi di Punte Alberete, assieme alla Riserva Integrale di Valli Mandriole, faceva parte dell’antica cassa di colmata del fiume Lamone.
Da notare le numerose specie di piante acquatiche tra cui le ninfee e i gigli di palude, e gli alberi che meglio si adattano a questo habitat come frassini, olmi, salici e pioppi.

Scorcio della palude
Continui passaggi su ponticelli di legno consentono di oltrepassare la lingua d’acqua e rendono il percorso divertente. Tuttavia, alcuni attraversamenti risultano rovinati e bisogna prestare attenzione a non scivolare.
Osservando l’acqua, vera protagonista di queste aree, ogni movimento può rivelare un tritone crestato, un’anguilla, una rana verde, un carassio o altri pesci e anfibi che popolano le acque dal colore scuro.
Usciti dal bosco, il sentiero diviene una strada sterrata.
Questa, forse, è la parte meno attraente di tutto il percorso, ma allo stesso tempo è quella che racconta la difficile convivenza tra l’uomo e gli elementi della natura in queste terre da sempre sommerse e bonificate solo negli ultimi cinquant’anni.
Sulla sinistra, si raggiunge l’argine di un canale, da cui si possono notare grandi campi coltivati a latifondo, aree che nei primi anni del Novecento erano completamente allagate.
Sempre sulla sinistra, continuando a camminare sulla stradina, si incontrano una serie di arbusti e alberi tipici della Romagna come biancospino, rosa canina e prugnolo selvatico, tutti identificati da tabelle, che ne indicano il nome scientifico e il nome dialettale di uso comune.

Foresta allagata di Punte Alberete
A destra si trova l’inaccessibile anima della riserva di Punte Alberete, in cui l’uomo non può entrare.
Dopo pochi minuti si giunge ad un piccolo casolare nei pressi di un bivio dove si svolta a destra. Un capanno e numerosi punti di avvistamento permettono di osservare, senza disturbare, gli uccelli acquatici che popolano questa piccola ma preziosa area compresa all’interno del Parco del Delta del Po. Anche gli osservatori meno attenti potranno avvistare alcuni degli uccelli più importanti come la moretta tabaccata, l’airone rosso, la sgarza ciuffetto, la nitticora, il tarabuso e l’ibis mignattaio, simbolo di Punte Alberete. Pannelli fotografici permettono, inoltre, di riconoscere le varie specie presenti nell’oasi. Ci troviamo in un vero paradiso per gli amanti della natura: le specie animali e vegetali presenti rendono questa area un luogo di grande interesse naturalistico. La passeggiata tra acqua e terra è un’ottima occasione per avvicinarsi alla natura.

Praterie sommerse
Proseguendo lungo la strada si raggiunge il punto forse più seducente dell’intero percorso. Nel cuore dell’oasi, infatti, il sentiero passa in mezzo a due specchi d’acqua dove si trova la foresta allagata di Punte Alberete. Frassini, olmi, pioppi crescono a blocchi con parte del tronco e le radici completamente immerse nell’acqua.
L’immagine della chioma che si riflette sull’acqua è di grande effetto soprattutto se si pensa che questo ambiente sorge a poche decine di metri dalla S.S. Romea.
Per il rientro, si prosegue diritto fino quasi a raggiungere la strada asfaltata e, prima di questa, il sentiero piega verso destra. Il contrasto tra la natura e la pressione dell’uomo sull’ambiente si tocca con mano, si vede con gli occhi e si ascolta: la suggestiva immagine della foresta che cresce nell’acqua, la pace e il silenzio della natura si contrappongono, in pochi metri, alla lingua di asfalto che unisce Ravenna a Venezia, con il suo assordante rumore di traffico.

Veduta del sentiero attrezzato
Dopo circa 15 minuti, camminando su uno stretto sentiero all’ombra di un fitto bosco, si svolta a destra per raggiungere nuovamente il luogo da cui siamo partiti, punto di arrivo di questo itinerario.
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APPROFONDIMENTI

IBIS MIGNATTAIO
IBIS MIGNATTAIO
L’Ibis Mignattaio, Plegadis falcinellus, è un uccello diurno che trova il suo habitat naturale in paludi e acquitrini, spingendosi fino alle coste.
Il piumaggio ha una colorazione scura, con sfumature verdi rossastre, il becco è lungo e arcuato, funzionale alla caccia di cibo sui fondali paludosi. L’Ibis si ciba prevalentemente di piccoli anfibi, pesci, molluschi e insetti. Gli unici posti in cui è possibile osservarlo sono l’oasi di Punte Alberete e Valle Mandriole e la Piallassa Baiona, tra la fine della primavera e la fine dell’estate, periodo in cui si riproduce e nidifica fra le canne. Depone tre o quattro uova, che vengono covate da entrambi i genitori. Durante l’inverno migra.

VALLE MANDRIOLE O VALLE DELLA CANNA
La palude di acque dolci di Valle Mandriole si trova a nord del fiume Lamone; per raggiungerla è necessario percorrere la Statale Romea (S.S. 309) in direzione nord, e svoltare a sinistra dopo il ponte sul Lamone. Valle Mandriole costituisce, insieme alla foresta allagata di Punta Alberete, un’interessante oasi naturalistica e faunistica, nonché ultima testimonianza dell’antico ambiente biologico tipico della
Pianura Padana. In tempi remoti, la valle era ricoperta dalle acque del fiume Lamone, il quale non aveva ancora argini definiti. Nel 1839 il Governo Pontificio, a seguito della rottura degli argini, ordinò lavori di bonifica che, invece di vertere sul prosciugamento, puntarono sulla costruzione di una cassa di colmata, ossia un territorio in cui venivano raccolte le acque del fiume nei periodi di piena, per non rovinare i coltivi circostanti. Per agevolare il defluire delle acque verso il mare fu edificata una rete di canali.
I lavori di bonifica, conclusi recentemente, hanno ridotto la cassa di colmata da 8000 a 500 ettari. L’ambiente si presenta come un quadrilatero puntellato di canneti, per questo nominato anche Valle della Canna, in cui si alternano chiari cespuglieti di salice bianco, tifeti e saliconi.
Nella zona nidificano o sostano numerose specie di volatili: alzavola, airone (bianco, rosso e cinerino), canapiglia, codone, falco di palude, fischione, ibis mignattaio, marzaiola, mestolone, che si possono osservare dalla torretta di avvistamento della Valle.
Per info: turismo@comune.ravenna.it.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.parcodeltapo.it

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
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