52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 40 (Imola)
   
IMOLA, SANTERNO E PASSI
IMOLA, SANTERNO E PASSI
Distanza: 120 km
Durata: una giornata
Periodo consigliato: da aprile a novembre
Partenza e arrivo: Imola

Dopo aver risalito la Valle del Santerno, si valicano alcuni dei passi più belli e meno conosciuti dell’Appennino: quello tra Castel del Rio e Palazzuolo sul Senio, poi il Passo del Carnevale verso Marradi e ancora il Valico dell’Eremo fino a raggiungere il Colle del Tramazzo. L’itinerario percorre strade secondarie, poco trafficate, che tagliano un territorio ricco di storia a partire dal borgo di Castel del Rio fino a Palazzuolo sul Senio e Marradi. Inoltre le zone visitate sono di grande pregio naturalistico: le rupi della Vena del Gesso, le foreste del Colle del Tramazzo, i corsi d’acqua che costeggiano i paesi. Percorreremo circa 120 km, quasi senza accorgercene dal momento che saremo attratti dalla bellezza e dalla varietà dei luoghi che si attraversano. Ogni paese potrà trasformarsi in una piacevole tappa, alla scoperta di chiese, borghi e castelli. Numerosi punti panoramici permetteranno di spaziare con lo sguardo alla ricerca di luoghi da visitare. La partenza e l’arrivo si trovano alle porte di Imola, la cittadina romagnola (in provincia di Bologna) famosa in tutto il mondo per l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

DA NON PERDERE
Fiume Santerno
Rupi Vena del Gesso
Ponte Alidosi
Passo dell’Eremo
Colle Tramazzo
PERCORSO
PERCORSO
Ponte Alidosi a Castel del Rio
Imola segna la partenza e
l’arrivo del nostro percorso.
Dalla città si seguono le indicazioni per l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e si prende la S.S. 610 che corre lungo il fiume Santerno, che ha le sue sorgenti sulla Futa. La parte bassa della vallata si presenta molto antropizzata e ampia. Dopo circa 7 km si raggiunge Casalfiumanese, posto a 125 metri s.l.m., che ancora conserva un centro storico di origine medioevale.
Ripresa la strada principale, si incontra Borgo Tossignano.
La valle, poco prima dell’entrata nell’abitato, presenta imponenti formazioni rocciose che testimoniano il fatto che ci si trova su un territorio dominato dalla Vena del Gesso, formazione geologica tipica di quest’area della fascia pedemontana romagnola.
Il paese rappresenta il centro più importante della vallata.
Si consiglia la salita a Tossignano, un tempo sede comunale. Il borgo, posto a 3 km dalla strada statale, a 272 metri s.l.m. è di origini antichissime e conserva i ruderi di una rocca.
Si consiglia la passeggiata che a fianco della bella chiesa parrocchiale raggiunge i ruderi del fortilizio, dove si apre un bellissimo panorama sulla Vena del Gesso e su un’ampia distesa di calanchi.

Lago di Ponte a Tredozio
Continuando a salire la vallata, si passa a Fontanelice, che conserva tracce delle antiche fortificazioni nella torre dell’Orologio.
Ancora oltre, giungiamo a Castel del Rio: il paesaggio si è modificato, l’ampia vallata dei primi chilometri lascia ora il posto ad una stretta conca che precipita sulle acque del fiume Santerno. La strada è sempre più una serie di stretti tornanti e passa di continuo da una riva all’altra del fiume attraverso ponti sospesi tra profondi precipizi. Castrum Rivi è il nome del vecchio Castel del Rio, risalente al 1179, che fu feudo incontrastato della famiglia Alidosi: all’inizio del paese, sulla destra, si trova il Castello Alidosi, palazzo costruito nel XVI secolo, sede del municipio dal 1841, in cui si trova oggi il Museo della Guerra.
Sotto l’abitato si trova il Ponte Alidosi, risalente al 1499: è un ponte ad unica arcata, con una schiena d’asino molto accentuata e offre un bella vista sul fiume.
Usciti da Castel del Rio, dopo circa 10 km, poco prima dell’abitato di Coniale, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni Palazzuolo su Senio.
La strada è in salita e molto piacevole. Ampie curve bordate di ginestre caratterizzano la prima parte dell’asfaltata che diviene più stretta e erta. Giunti al valico posto a circa 875 metri s.l.m., alle pendici del Monte Faggiola (1031 metri s.l.m.), si può godere di un bel panorama prima di cominciare la ripida discesa verso Palazzuolo. Posto a più di 400 metri di altezza, è l’ultimo paese della Vallata del Senio. Dominato dal colle su cui sorge la Torre Cilindrica, resto dell’antico castellaccio, fortilizio degli Ubaldini, è oggi un rinomato centro turistico. Caratteristici, nel centro storico sono la chiesetta di S. Antonio, con un bel porticato, e il Palazzo del Pretorio, eretto nel 1387. Da Palazzuolo sul Senio si seguono le indicazioni per Marradi.

Scorcio del Torrione e della Porta di Modigliana
Valicando un altro bel passo e scendendo su una strada stretta e ombreggiata arriviamo al piccolo paese posto nel versante romagnolo della provincia di Firenze. Dopo la vallata del Senio ci troviamo in quella del Lamone. Si consiglia una passeggiata nel borgo storico di Marradi, che pur non presentando palazzi o monumenti di particolare pregio, risulta bello e piacevole da visitare. Da segnalare la chiesa arcipretale e la vicina casa del poeta Dino Campana. Da Marradi si seguono le indicazioni per San Benedetto in Alpe e si prende la strada che conduce al Passo dell’Eremo. Dopo pochi chilometri ci troviamo presso l’Antica Badia del Borgo, che conserva un bel campanile romanico, raggiungibile con una breve deviazione. Suggestiva la strada che conduce fino al passo, con una serie di tornanti che raggiungono in breve quasi i 1000 metri di altezza. Giunti al passo, sulla sinistra si trova una strada sterrata, chiusa da una sbarra, che conduce con una camminata di circa un’ora all’eremo di Gamogna. Cominciata la discesa, circa 5 km prima di giungere a San Benedetto, si svolta a sinistra su una strada bianca facilmente percorribile verso il colle del Tramazzo. Questo tratto di strada è davvero affascinante.
Quasi deserta, corre a fianco di una vegetazione rigogliosa che copre tutte le cime a perdita d’occhio. Alcuni terrazzi panoramici offrono la possibilità di godere di una ampia vista su quella che è la parte più alta della Valle del Tramazzo. Dopo aver ripreso la discesa, si incontra la bella chiesa di Scarzana, risalente all’anno 1000, e il Lago di Ponte, uno specchio d’acqua artificiale con un rifugio aperto tutto l’anno. Continuando sulla sterrata e proseguendo su una stretta strada asfaltata, si giunge a Tredozio.
Da qui si continua in direzione di Faenza. Si consiglia una breve visita all’abitato di Modigliana6 porgendo attenzione al caratteristico centro storico e alla Roccaccia, vecchio castello dei Conti Guidi ormai ridotto a rudere, eletto a simbolo della piccola cittadina della Valle del Tramazzo, che a Modigliana diviene Valle del Marzeno. Una volta raggiunta la via Emilia, si svolta a sinistra e si raggiunge nuovamente Imola passando per l’abitato di Castel Bolognese.
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APPROFONDIMENTI

LA FESTA DELLA POLENTA A TOSSIGNANO
LA FESTA DELLA POLENTA A TOSSIGNANO
Quando il borgo di Tossignano nel XVII secolo era afflitto da carestie e pestilenze, un certo Mastrantonio da Farneto propose al Duca D’Altemps di alleviare le pene della popolazione festeggiando l’ultimo giorno di Carnevale nella pubblica piazza, con vino e polenta, balli, suoni e canti. Il Governatore di Tossignano, Leonardo Scincia di Sermoneta, accolse la proposta e l’1 febbraio del 1622 emanò il bando per indire la festa. Da allora si ripete la tradizione di offrire in piazza polenta di farina gialla, condita con formaggio e salsiccia, mantenendo inalterata la tradizione di pranzare insieme dopo l’ultima messa. La sagra ha acquisito sempre più popolarità e il gruppo di polentari sempre più maestria, tanto che nel 1998 è stata costituita l’Associazione Culturale dei Polentari d’Italia. La manifestazione, gemellata con altre analoghe italiane, dal 1928 ha una veste artistica, poiché il comitato organizzatore della sagra prepara i piatti di polenta nelle pregiate ceramiche di Imola. Ancora oggi, il martedì grasso, è possibile rivivere l’atmosfera originaria della festa e ammirare polentari cucinare nella piazza in grandi paioli, come una volta.
Per info: tel. 0542.791331.

I BOLLITORI DELLA VALLE DEL SANTERNO
Nella Valle del Santerno si osserva un interessante fenomeno del tutto simile a quello vulcanico, seppur in miniatura: quello dei buldur, ossia dei vulcanetti di fango. Si tratta di piccoli bollitori con un cratere da cui fuoriesce della fanghiglia, che cola come lava sulle pareti di questi piccoli rilievi.
Simili fenomeni sono dovuti alla presenza di idrocarburi liquidi o gassosi nel terreno, che si manifestano in superficie per la naturale tendenza dei gas a risalire verso l’alto.
Quando i gas incontrano l’attrito dei terreni argillosi (argille plioceniche) provocano delle piccole eruzioni di acqua, gas e fango. Seguendo la strada Montanara, che accompagna il corso del Santerno, in corrispondenza con il paese di Casalfiumanese ci si imbatte in una strada sterrata che si insinua sulla destra verso il Rio Salato. Sostando sul ponticello si nota un altro interessante fenomeno dovuto all’emanazione di idrocarburi: si tratta di emissioni di metano subacquee che si manifestano a pelo d'acqua, in cui si formano bolle gassose che creano delle patine colorate. Sugli argini del rio si depositano argille azzurre. Secondo alcune fonti dell’anteguerra, esisteva un altro bollitore nella zona ora occupata dalla frana del Monte Penzola verso il Santerno, nei pressi dell’antico Molino Campola.
Per conoscere la Valle del Santerno, visitate il sito:
www.valledelsanterno.it.
Comunità Montana della Valle del Santerno: Tel. 0542.92638.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.borgotossignano.bo.it
www.casteldelrio.provincia.bologna.it
www.palazzuolo.it
www.comune.marradi.fi.it
www.terredifaenza.it
www.comune.modigliana.fc.it

 
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Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
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