52 Domeniche in Romagna
 
  HOME      RICERCA      VENDITA      LEGENDA Simboli      CONTATTI      BLOG
Vedi cartina della Romagna (con tutti gli ITINERARI >>)

ITINERARIO 50 (Ravenna)
 
L’ARTE, LA STORIA E LA CULTURA DI RAVENNA
L’ARTE, LA STORIA E LA CULTURA DI RAVENNA
Distanza: 3,3 km
Durata: una giornata
Periodo consigliato: da ottobre a marzo
Partenza e arrivo: Piazza del Popolo

La “città del silenzio”, per gli esteti dell’Otto-Novecento; la “città dei mosaici”, per l’odierno turismo di massa bisognoso di veloci etichette. Senza dubbio una città strana, sospesa fra terra e mare, per certi versi indefinibile. Romagnola, ma con atmosfere venete lasciate in eredità dalla breve ma significativa dominazione quattrocentesca della Serenissima, che a sua volta ne aveva raccolto l’eredità economica e culturale nei rapporti con Bisanzio e il Mediterraneo orientale; padana, ma dove ben poco rimanda all’atmosfera dei cittadoni della via Emilia con i loro portici che replicano l’archetipo bolognese. Gli alti e bassi della storia le hanno lasciato un’eredità singolare. In un contesto dimesso, dove isole e canali scomparsi hanno lasciato un reticolo di strade disordinato e incoerente, i grandi monumenti emergono come i relitti quasi irreali di un passato indefinito: da sperimentare nelle sere invernali, quando la nebbia vela i contorni e le luci si sfrangiano magari nella piazzetta dove S. Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia e la Chiesa di S. Maria Maggiore si fronteggiano creando una quinta architettonica perfetta.

DA NON PERDERE
Piazza del Popolo
Tomba di Dante
Battistero degli Ariani
S. Giovanni Evangelista
S. Apollinare Nuovo
Museo Arcivescovile
Battistero Neoniano
Mausoleo di Galla Placidia
PERCORSO
PERCORSO
Sant’Apollinare Nuovo
Nella piazza, fra le due colonne con le statue di S. Apollinare e S. Vitale, la torre dell’orologio sul lato opposto, il palazzetto porticato sulla destra, si sente odore di Venezia. Invece ci si trova in un’altra cittadina sede di un porto storico: Ravenna1, più precisamente in Piazza del Popolo, punto di avvio del tour nella città bizantina, con le spalle rivolte al palazzo comunale, il merlato per antonomasia, come non tarderete ad accorgervi osservandone la fronte.
Ma l’impronta della Serenissima si coglie nuovamente in via Cairoli, imboccata una volta superato il voltone del Comune alla destra, quasi una calle veneziana che è oggi la strada più elegante del centro, cuore pulsalte della vita cittadina. Proseguendo per via Corrado Ricci si apre poco dopo, sulla sinistra, Piazza S. Francesco.
È uno dei luoghi più suggestivi della città, con l’ampia facciata in laterizio dell’omonima chiesa, il neomedievale novecentesco dei palazzi circostanti, il giardino: ci troviamo nella cosiddetta zona del silenzio, di cui è fulcro il sepolcro settecentesco del poeta che si incontra una volta saliti i pochi gradini a sinistra della chiesa.

Particolare della decorazione a mosaico dell’interno di San Vitale
Lasciando il sacello alle spalle e proseguendo per la via omonima, si giunge in Piazza Garibaldi, dominata dal monumento al condottiero e dalla fiancata neoclassica del Teatro Alighieri3, luogo di svago dei cittadini. Da qui, dopo avere piegato a destra in via Diaz, fra una vetrina e l’altra vale la pena fare una deviazione, a sinistra, fino alla piazzetta che ospita la Chiesa dello Spirito Santo e il Battistero degli Ariani, ornato di mosaici, in quello che era centro dell’antico quartiere goto dei tempi di Teodorico. Al termine della strada, oltre via di Roma e i giardini di Piazza Anita Garibaldi, si erge imponente la basilica di S. Giovanni Evangelista, edificata da Galla Placidia e caratterizzata dal bianco portale gotico e dallo svettante campanile quadrato del X secolo. Tornati su via di Roma, il principale asse viario del centro storico cittadino, e percorrendola in direzione sud, si incontra in breve il sagrato della Basilica di S. Apollinare Nuovo, nota per i suoi mosaici di epoca gota e bizantina. A pochi passi di distanza, il cosiddetto palazzo di Teodorico (vi si può accedere dall’attigua via Alberoni) è in realtà un edificio di epoca successiva e di destinazione incerta.

Mausoleo di Galla Placidia
La sua denominazione testimonia però l’esistenza, in questa zona, dei palazzi imperiali, scenario di avvenimenti storici di grandissima importanza: proprio qui, nel 476 d.C., ebbe termine l’Impero romano d’Occidente, e la stessa S. Apollinare vi fu edificata in origine come chiesa del palazzo teodoriciano.
Ben più recenti sono invece la chiesa di S.Maria in Porto e quel che resta dell’omonimo monastero, oggi sede del Museo d’Arte. La monumentale facciata marmorea settecentesca, il vasto prato, e, sul retro, le volte rinascimentali della Loggetta Lombardesca, costituiscono quelle che sono certamente le visioni più scenografiche del centro storico di Ravenna.
Non meno suggestiva è la veduta quasi di quinta teatrale che la facciata disegna per contrasto dalla stretta
via Cerchio, di fronte alla chiesa. Lasciata questa alle spalle e imboccata la strada, si giunge all’incrocio con via Mazzini. Si svolta a destra e la si percorre fino a Piazza dei Caduti, non senza notare lungo il percorso la Chiesa di S.Agata e fare una deviazione, avendo tempo, alla vicina Biblioteca Classense.
Dalla piazza, imboccando via Guerrini e voltando subito a sinistra, si giunge in pochi passi alla Piazza dell’Arcivescovado.

Battistero Neoniano
Nel palazzo, sede da quindici secoli dei metropoliti ravennati, si può visitare il Museo arcivescovile, noto soprattutto per la celebre cattedra d’avorio e per la Cappella di S. Andrea, arricchita di preziosi mosaici di epoca teodoriciana. Attraverso il piccolo cancello accanto all’ingresso del palazzo si accede poi al giardino che circonda il Battistero Neoniano, risalente al V secolo. I suoi antichi mosaici sono una tappa fondamentale della visita alla città, mentre nulla, dopo la ricostruzione settecentesca, resta del duomo tardoantico che si innalzava al suo fianco. È comunque suggestivo immaginare come fosse, centinaia di anni fa, questo angolo di Ravenna.
Usciti dal giardino, ci si dirige a destra lungo via Gioacchino Rasponi e Piazza Kennedy (notare i due seicenteschi palazzi Rasponi che si fronteggiano nei due lati opposti), fino a Piazza XX Settembre, vivacizzata al centro dalla colonna dell’Aquila. Di qui si torna in Piazza del Popolo e si entra, con via IV Novembre, in quello che è il centro del centro di Ravenna.
Nella piazzetta Andrea Costa, dominata dalla mole classico-liberty del mercato coperto, si imbocca a sinistra via Cavour, la strada dello shopping per antonomasia. Ma a questo punto Ravenna riserva ancora quella che probabilmente è la sua gemma più bella. Quasi al termine della strada, sulla destra, via Fanti conduce all’ingresso del complesso monumentale di S. Vitale, che comprende la basilica, il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo nazionale, ospitato nell’antico monastero: degna conclusione del nostro breve ma intenso viaggio nel cuore di Ravenna.
Stampa scheda

APPROFONDIMENTI

RAVENNA DEI POETI
“Ravenna, glauca notte rutilante d’oro...” La citazione dannunziana è quasi d’obbligo, ma è solo una delle tante che poeti di ogni epoca hanno riservato all’antica capitale degli esarchi. Da Boccaccio a Montale, foltissima è la schiera degli scrittori che hanno tratto ispirazione o che semplicemente hanno soggiornato a Ravenna. Sono però due i nomi che più sono legati alla storia della città. Il primo ovviamente è Dante, che trovò qui l’ultimo rifugio. I luoghi legati alla sua memoria sono distibuiti in un fazzoletto di pochi metri quadrati, oggi appunto costituenti la zona dantesca: il Palazzo Rasponi, ora sede della celebre enoteca “Ca’ de ven” e sorto probabilmente nel sito di quello dei Polentani, alla cui corte il poeta risiedette; la Chiesa di S. Francesco, dove furono celebrati i funerali; il sepolcro, ricavato nell’antica area cimiteriale contigua; il quadrarco di Braccioforte, un tempo parte del nartece della chiesa, dove le ossa, qui nascoste nel ’500 per timore di un trafugamento da parte dei fiorentini, furono casualmente ritrovate nel 1865. Il caso volle che proprio a pochi metri, nell’area oggi occupata dalla biblioteca Oriani, sorgesse la locanda doveGeorge Byron, giunto da Venezia sulle orme di Teresa Gamba, passò le sue prime notti ravennati nel 1819.
Successivamente si trasferì in palazzo Guiccioli, nella centralissima via Cavour.
Reliquie e manoscritti del poeta sono invece conservati presso la biblioteca Classense.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.turismo.ravenna.it
www.comune.ravenna.it
www.teatroalighieri.org
www.museocitta.ra.it
www.classense.ra.it

 
Stampa scheda
 
 
 
Data: 16/12/2018
52 Domeniche in Romagna
Emilia Romagna - Terra con l'anima
 
Editore Guida
Finanziato all'interno della  Iniziativa  Comunitaria Leader


Creative Commons License
52 Domeniche in Romagna by 52 Domeniche in Romagna is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.52domeniche.it.



Menabò - Agenzia di comunicazione Edizioni INMagazine Altra Romagna Emilia Romagna
Agenzia di Comunicazione Edizioni IN Magazine